AlbertoNOTAV ha scritto "Ciao, provo a rispondere a tutti quelli che pensano che le cose fatte domenica non andavano fatte o che andavano fatte in modo diverso.Ero a Susa al passaggio dei tedofori, sono andato a Bussoleno, e ho finito la serata a Condove.Mi sembra che ieri è stata una grande giornata NO TAV. Non abbiamo fermato la fiaccola olimpica, la fiaccola è fuggita davanti alle bandiere NO TAV. Ero a Susa e nessuno ha cercato di fermare i tedofori. La polizia, gli organizzatori e tutto l'ambaradan sfilava sul Lungo Dora e sul ponte tra due ali fitte di bandiere che facevano una vera galleria di bandiere NOTAV che sventolavano. Io ero con un'altro alla Chiesa del Ponte e con il mitico stiscione SARA' DURA salvato a Venaus, disteso alto attraverso la via facevami passare tutti. Quando arrivavano i pulman e i camper lo ritaravamo perché eravamo troppo piccoli.Quando è passato, in una macchina della polizia, il vice questore SANNA (si, quello mitico del 6 dicembre e dell'UCCIDETELI TUTTI - SCHIACCIATELI TUTTI) c'è stato un comprensibile momento di nervosismo e qualcuno ha tirato un calcio all'auto ... credo sia assolutamente comprensibile il risentimento verso questo personaggio da parte di chi è stato manganellato duramente a Venaus.La bandiera che ha ondeggiato sulla fiaccola non aveva alcuna velleità di spegnerla (semmai, essendo di naylon poteva incendiarsi) e non c'è stato alcun sbandamento dei tedofori.Noi con lo striscione SARA' DURA abbiamo corso per un po' dietro ai tedofori tenendolo disteso perché i fotografi (che erano sul camper appena davanti alla fiaccola) lo fotografassero. Il mio fisico ha retto ben poco e anche grazie alle spinte del servizio d'ordine abbiamo abbandonato molto presto l'impari competizione.Poi la fiaccola anziché fermarsi allo stand ATL/PROSUSA (come era previsto) ha proseguito velocemente uscendo da Susa. Appena dopo il ponte Briançon i pulman dell'organizzazione si sono fermati hanno caricato la gente e sono partiti alla volta di Bardonecchia via autofrejus svincolo dell'autoporto.Tutto questo è stato filmato dalla TV svizzera di lingua tedesca, una copia è stata data a Piercarlo e quanto prima sarà disponibile sui nostri siti.Facciamo qualche considerazione e poniamoci qualche domanda. Credo che l'aver portato in strada tantissime bandiere NO TAV sia stato utile per far capire a chi, come Pescante, voleva che "le persone per bene" prendessero a calci nel sedere i NO TAV che ieri sulle strade della val di Susa c'erano più sederi NO TAV che gambe "per bene".Il direttore generale del Toroc, Vaciago, ha camminato su e giù per il ponte a Susa in mezzo alle bandiere e ai SARA' DURA per più di mezz'ora e nessun gli ha detto mezza parola, era presente al passaggio della fiaccola e nelle sue dichiarazioni ai giornali non ha parlato di blocco, di agressioni o di violenza. Valutiamo, invece, il fatto che gli sponsor (Coca Cola & C.) con la loro carovana sono stati bloccati dalla questura a Exilles per motivi di ordine pubblico.Verso l'una del pomeriggio correva voce che la fiaccola non sarebbe scesa oltre Exilles, poi è arrivata fino a Susa...Domanda: chi credete abbia impedito alla fiaccola di procedere oltre Susa? I NO TAV o gli sponsor (Coca Cola & C.) che tengono in ostaggio tutti i giochi olimpici?Ma davvero credete che gli sponsor (Coca Cola & C.) avrebbero permesso alla fiaccola di correre senza loro al seguito? Questo è un affare, come dicono gli inglesi un businnes, e gli affari sono affari: Fiaccola = sponsor (Coca Cola & C.) uniti indissolubilmente. Questo è quello che i giornali non scrivono, ma parlando con i giornalisti oggi, su questa analisi, tutti mi hanno dato ragione.Sulle polemiche cerchiamo di non alimentarle. Il nostro movimento è forte perché è variegato e tollerante: TANTE TESTE IDEE MA TUTTI NO TAV.Credetemi ieri è stata un'altra gran bella giornata NO TAV.1, 2, 3: A SARA' DUUURAAAAAMercoledì la fiaccola è ad Avigliana. Cosa vogliamo fare? E' giusta la tregua olimpica in cambio di niente?Dibattiamo che solo una discussione serena può aiutarci ad andare avanti bene.AlbertoAllego un'intervista al tedoforo di Susa che la dice lunga sulla "contestazione" dei NO TAV e sulle presunte violenze raccontate dai giornali./modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=853l podista: ma la torcia non è caduta. «Così ho difeso un grande simbolo». 6/2/2006 di Marco Accossato SUSA. «Non so se ci fosse o meno la possibilità di cambiare percorso all'ultimo minuto ed evitare la protesta. E non so neppure se sarebbe stato giusto. Ma so che ho aspettato a lungo il giorno in cui avrei portato la fiaccola, un simbolo così grande: ho rispettato il programma con spirito olimpico». Danilo Colnaghi, impiegato di 56 anni di Liscate (Milano), è l'uomo che ha «difeso» la torcia circondata dal popolo No Tav. Mentre un gruppo di atleti valsusini organizzava una staffetta parallela da Susa a Condove portando una fiaccola simbolo della lotta all'Alta Velocità, lui correva lento circondato da entusiasmo e rabbia. Per un istante l'abbiamo vista in difficoltà. «Solo un istante. La fiaccola è stata colpita da una bandiera, e la bandiera ha rischiato di incendiarsi. Ma il simbolo dell'Olimpiade non ha mai rischiato di cadere, anche se per un breve tratto i manifestanti si sono stretti molto a me, la strada è diventata piccola, e a lati c'erano solo bandiere che si piegavano. La rivolta mi sembra destinata a non finire». Ha temuto, in quei pochi minuti, di non riuscire a raggiungere l'altro tedoforo e portare a termine il suo percorso? «La polizia mi aveva avvisato: "Qui a Susa è il punto più caldo, se la sente?".La fiaccola non era ancora arrivata, vedevo i manifestanti avvicinarsi, schierarsi lungo il percorso, ma c'era anche tanta gente che mi applaudiva, che chiedeva di scattare una fotografia con me. Diciamo che ha prevalso lo spirito sportivo, mio e della gente. L'emozione è stata più forte. Certo che sarebbe bastato poco...». Poco quanto? «Non voglio entrare nel merito della contestazione. Ho più di un capello grigio, devo far valere la maturità e la comprensione. Ma ho visto animi davvero accesi. E dove ci sono animi così accesi basta un attimo perché la situazione degeneri. Durante il tragitto con la fiaccola in pugno, più di un bastone si è abbassato un po' troppo. E c'è stato anche qualche spintone, nello stringi-stringi generale. Comunque, non è accaduto nulla». No, ma la fiaccola ha dovuto saltare tre Comuni della bassa Valsusa.«Purtroppo. D'altronde, al mio passaggio con la fiaccola in pugno, ho sentito così tanti slogan contro». Ne ricorda qualcuno in particolare? «Era tutto un coro di "No Tav", "No Tav". Non saprei dirle esattamente le rime, ma il concetto è quello». A Trento, qualche giorno fa, c'è chi è riuscito a «scippare» la fiaccola; almeno questo lei è riuscito a evitarlo. «Adesso non dipingetemi come un eroe. Non è stato merito mio se non è accaduto nulla di grave. Se ho deciso di fare il percorso in mezzo alla protesta è anche perché le forze dell'ordine mi avevano rassicurato, prima di partire. Mi hanno detto che sarei stato circondato da un cordone di protezione, che non sarebbe accaduto nulla, né a me, né alla fiaccola. E così è stato. Di fronte avevo ilpulmino con i fotografi, e dietro il pulmino iniziava subito il cordone di sicurezza. Credo che nessuno avrebbe potuto avvicinarsi troppo a me. Per questo hanno utilizzato i bastoni delle bandiere». Il direttore generale del Toroc ha commentato che la protesta è legittima, Pescante si dice invece esterrefatto. Qual è il suo giudizio su questa contestazione? «Ripeto, non voglio entrare nel merito della protesta contro l'Alta velocità. Certo, così si rovina lo spirito olimpico. Credo che la cosa più importante, adesso, sia non alimentare ulteriormente la tensione. La polizia, ieri, è stata bravissima a non reagire». "
Ciao, provo a rispondere a tutti quelli che pensano che le cose fatte domenica non andavano fatte o che andavano fatte in modo diverso.Ero a Susa al passaggio dei tedofori, sono andato a Bussoleno, e ho finito la serata a Condove.Mi sembra che ieri è stata una grande giornata NO TAV. Non abbiamo fermato la fiaccola olimpica, la fiaccola è fuggita davanti alle bandiere NO TAV.
Ero a Susa e nessuno ha cercato di fermare i tedofori. La polizia, gli organizzatori e tutto l'ambaradan sfilava sul Lungo Dora e sul ponte tra due ali fitte di bandiere che facevano una vera galleria di bandiere NOTAV che sventolavano. Io ero con un'altro alla Chiesa del Ponte e con il mitico stiscione SARA' DURA salvato a Venaus, disteso alto attraverso la via facevami passare tutti. Quando arrivavano i pulman e i camper lo ritaravamo perché eravamo troppo piccoli.Quando è passato, in una macchina della polizia, il vice questore SANNA (si, quello mitico del 6 dicembre e dell'UCCIDETELI TUTTI - SCHIACCIATELI TUTTI) c'è stato un comprensibile momento di nervosismo e qualcuno ha tirato un calcio all'auto ... credo sia assolutamente comprensibile il risentimento verso questo personaggio da parte di chi è stato manganellato duramente a Venaus.La bandiera che ha ondeggiato sulla fiaccola non aveva alcuna velleità di spegnerla (semmai, essendo di naylon poteva incendiarsi) e non c'è stato alcun sbandamento dei tedofori.Noi con lo striscione SARA' DURA abbiamo corso per un po' dietro ai tedofori tenendolo disteso perché i fotografi (che erano sul camper appena davanti alla fiaccola) lo fotografassero. Il mio fisico ha retto ben poco e anche grazie alle spinte del servizio d'ordine abbiamo abbandonato molto presto l'impari competizione.Poi la fiaccola anziché fermarsi allo stand ATL/PROSUSA (come era previsto) ha proseguito velocemente uscendo da Susa. Appena dopo il ponte Briançon i pulman dell'organizzazione si sono fermati hanno caricato la gente e sono partiti alla volta di Bardonecchia via autofrejus svincolo dell'autoporto.Tutto questo è stato filmato dalla TV svizzera di lingua tedesca, una copia è stata data a Piercarlo e quanto prima sarà disponibile sui nostri siti.Facciamo qualche considerazione e poniamoci qualche domanda. Credo che l'aver portato in strada tantissime bandiere NO TAV sia stato utile per far capire a chi, come Pescante, voleva che "le persone per bene" prendessero a calci nel sedere i NO TAV che ieri sulle strade della val di Susa c'erano più sederi NO TAV che gambe "per bene".Il direttore generale del Toroc, Vaciago, ha camminato su e giù per il ponte a Susa in mezzo alle bandiere e ai SARA' DURA per più di mezz'ora e nessun gli ha detto mezza parola, era presente al passaggio della fiaccola e nelle sue dichiarazioni ai giornali non ha parlato di blocco, di agressioni o di violenza. Valutiamo, invece, il fatto che gli sponsor (Coca Cola & C.) con la loro carovana sono stati bloccati dalla questura a Exilles per motivi di ordine pubblico.Verso l'una del pomeriggio correva voce che la fiaccola non sarebbe scesa oltre Exilles, poi è arrivata fino a Susa...Domanda: chi credete abbia impedito alla fiaccola di procedere oltre Susa? I NO TAV o gli sponsor (Coca Cola & C.) che tengono in ostaggio tutti i giochi olimpici?Ma davvero credete che gli sponsor (Coca Cola & C.) avrebbero permesso alla fiaccola di correre senza loro al seguito? Questo è un affare, come dicono gli inglesi un businnes, e gli affari sono affari: Fiaccola = sponsor (Coca Cola & C.) uniti indissolubilmente. Questo è quello che i giornali non scrivono, ma parlando con i giornalisti oggi, su questa analisi, tutti mi hanno dato ragione.Sulle polemiche cerchiamo di non alimentarle. Il nostro movimento è forte perché è variegato e tollerante: TANTE TESTE IDEE MA TUTTI NO TAV.Credetemi ieri è stata un'altra gran bella giornata NO TAV.1, 2, 3: A SARA' DUUURAAAAAMercoledì la fiaccola è ad Avigliana. Cosa vogliamo fare? E' giusta la tregua olimpica in cambio di niente?Dibattiamo che solo una discussione serena può aiutarci ad andare avanti bene.AlbertoAllego un'intervista al tedoforo di Susa che la dice lunga sulla "contestazione" dei NO TAV e sulle presunte violenze raccontate dai giornali./modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=853l podista: ma la torcia non è caduta. «Così ho difeso un grande simbolo». 6/2/2006 di Marco Accossato SUSA. «Non so se ci fosse o meno la possibilità di cambiare percorso all'ultimo minuto ed evitare la protesta. E non so neppure se sarebbe stato giusto. Ma so che ho aspettato a lungo il giorno in cui avrei portato la fiaccola, un simbolo così grande: ho rispettato il programma con spirito olimpico». Danilo Colnaghi, impiegato di 56 anni di Liscate (Milano), è l'uomo che ha «difeso» la torcia circondata dal popolo No Tav. Mentre un gruppo di atleti valsusini organizzava una staffetta parallela da Susa a Condove portando una fiaccola simbolo della lotta all'Alta Velocità, lui correva lento circondato da entusiasmo e rabbia. Per un istante l'abbiamo vista in difficoltà. «Solo un istante. La fiaccola è stata colpita da una bandiera, e la bandiera ha rischiato di incendiarsi. Ma il simbolo dell'Olimpiade non ha mai rischiato di cadere, anche se per un breve tratto i manifestanti si sono stretti molto a me, la strada è diventata piccola, e a lati c'erano solo bandiere che si piegavano. La rivolta mi sembra destinata a non finire». Ha temuto, in quei pochi minuti, di non riuscire a raggiungere l'altro tedoforo e portare a termine il suo percorso? «La polizia mi aveva avvisato: "Qui a Susa è il punto più caldo, se la sente?".La fiaccola non era ancora arrivata, vedevo i manifestanti avvicinarsi, schierarsi lungo il percorso, ma c'era anche tanta gente che mi applaudiva, che chiedeva di scattare una fotografia con me. Diciamo che ha prevalso lo spirito sportivo, mio e della gente. L'emozione è stata più forte. Certo che sarebbe bastato poco...». Poco quanto? «Non voglio entrare nel merito della contestazione. Ho più di un capello grigio, devo far valere la maturità e la comprensione. Ma ho visto animi davvero accesi. E dove ci sono animi così accesi basta un attimo perché la situazione degeneri. Durante il tragitto con la fiaccola in pugno, più di un bastone si è abbassato un po' troppo. E c'è stato anche qualche spintone, nello stringi-stringi generale. Comunque, non è accaduto nulla». No, ma la fiaccola ha dovuto saltare tre Comuni della bassa Valsusa.«Purtroppo. D'altronde, al mio passaggio con la fiaccola in pugno, ho sentito così tanti slogan contro». Ne ricorda qualcuno in particolare? «Era tutto un coro di "No Tav", "No Tav". Non saprei dirle esattamente le rime, ma il concetto è quello». A Trento, qualche giorno fa, c'è chi è riuscito a «scippare» la fiaccola; almeno questo lei è riuscito a evitarlo. «Adesso non dipingetemi come un eroe. Non è stato merito mio se non è accaduto nulla di grave. Se ho deciso di fare il percorso in mezzo alla protesta è anche perché le forze dell'ordine mi avevano rassicurato, prima di partire. Mi hanno detto che sarei stato circondato da un cordone di protezione, che non sarebbe accaduto nulla, né a me, né alla fiaccola. E così è stato. Di fronte avevo ilpulmino con i fotografi, e dietro il pulmino iniziava subito il cordone di sicurezza. Credo che nessuno avrebbe potuto avvicinarsi troppo a me. Per questo hanno utilizzato i bastoni delle bandiere». Il direttore generale del Toroc ha commentato che la protesta è legittima, Pescante si dice invece esterrefatto. Qual è il suo giudizio su questa contestazione? «Ripeto, non voglio entrare nel merito della protesta contro l'Alta velocità. Certo, così si rovina lo spirito olimpico. Credo che la cosa più importante, adesso, sia non alimentare ulteriormente la tensione. La polizia, ieri, è stata bravissima a non reagire».
Non mi pare che ci siano state di violenza da giustificare il ritiro della fiaccola, in questo ultimo mese il passaggio della Fiaccola Olimpica a visto ben di peggio, si è vero, quella bandiera davanti poteva anche incendiarsi e non spegnere, ma nessun telegiornale ha ripreso atti di violenza altrimenti sarebbero stati ben lieti di mandarlo in onda per screditarci agli occhi del mondo, secondo me era già tutto deciso preventivamente a tavolino. forse credevano di umiliare questi sfaccendati e rissosi abitanti della bassa valle.
Forse è come dici tu, più del simbolo Olimpico, contava di più il simbolo COCA COLA ma, fra i due litiganti vince il simbolo NO TAV
mi sembra che hai centrato in pieno " la giornata"
ottimo commento
e concordo con il dire che e stata una grande giornata NO TAV
bike
a sarà dura
Mi dispiace non esserci stato ieri, ma ero all'estero per motivi di lavoro, al mio rientro ieri sera ho raccolto notizie al riguardo
e pare, ma qualcuno potrebbe confermarlo che al tg3 regionale delle 14 abbiano detto che la fiaccola non proseguiva oltre susa, (come facevano a saperlo?)
Al riguardo del Sig. Pescante in occasione dell'incontro a Bardonecchia al quale ho potuto assistere, mi ricordo che disse di essere stupito dal comportamento "civile" dei manifestanti (no tav) davanti al palazzo delle feste, aggiungendo che lo si poteva attribuire al temperamento piemontese, in quanto se ci si fosse trovati a Roma l'atteggiamento sarebbe stato diverso.
Sarà Dura!
...sono stralunato di fronte a queste critiche "fermata la fiaccola, no!...non è stata fermata, si è fermata da sola...ecc,ecc"
vi siete chiesti come avrebbe potuto spegnersi una fiaccola "soffocata" da una bandiera di nylon?
...e se la bandiera avesse avuto i 5 cerchi olimpici e fosse passata sulla fiaccola, avrebbe generato lo stesso tutto questo bailame?
diamoci un taglio, non è successo nulla, se non una bella montatura a DOC che peraltro sarebbe avvenuta lo stesso anche se a Susa non ci fosse stato nessuno. (avrebbero detto che gli spiriti della montagna, ovviamente No Tav, hanno impedito il preseguo della fiamma olimpica)
Tutti indignati!!!...nessuno si è però indignato di vedere sulla macchina della polizia quel bell'uomo del vice questore Sanna!...la fiaccola ci ha abbagliato?...Lì si che bisognava indignarsi, e anche tanto....
Lancio un appello: basta con queste sterili polemiche intestine. Sarebbe successo lo stesso. Una cosa è certa: dopo i giochi di Torino 2006, il tedoforo avrà in mano il MANGANELLO!!!
Sarebbe bene preoccuparsene.
Saluti NO TAV a tutti!