Come era previsto, il progetto definitivo del Tav si porta dietro anche lo spostamento dell'autoporto di Susa. Un consumo di suolo di centinaia di migliaia di metri quadrati che non viene mai conteggiato tra le conseguenza ambientali del Tav ma che avrà un impatto enorme su una valle già troppo urbanizzata. Chi ha presente la grande spianata di asfalto che accoglie a Susa il viaggiatore diretto in alta valle, ha idea di cosa voglia dire. Se è vero che la parte dedicata ai corsi di Guida sicura andrà ricollocata in altra zona (si parla dell'alta valle), tutto il resto deve comunque trovare nuovi spazi.
Ieri la stampa ha pubblicato una sorta di diretta della visita al cantiere della Maddalena firmata da questi due giornalisti. Non so chi dei due ha scritto la parte che segue, se tutti e due o forse qualche terzo, certo è che l'ordine dei giornalisti dovrebbe, a mio parere, interessarsi molto di più di quanto scrivono i loro iscritti e magari recuperare credibilità punendo le evidenti falsità. Scrivono i due:
VORAGINI DI SPESA di Marco Ponti* Per il Tav Torino-Lione mai nome risultò più sbagliato, soprattutto nella situazione attuale: il megaprogetto Av da 23 miliardi di euro si è ridotto alla sola galleria di base per le merci, con un costo totale previsto di 8,5 miliardi di cui al-l’Italia ne toccano 2,8, e impatti ambientali ovviamente molto minori. Sono sempre soldi buttati, ma davvero molti di meno, e questo grazie al “combinato disposto” di opposizione locale, opposizione tecnica, e scarsità di soldi pubblici. La resistenza locale, lodevole quando non violenta, ha giocato nei fatti un ruolo ambiguo: al contrario dell’opposizione tecnica, generalmente ignorata dai media, ha avuto una straordinaria presenza in televisione, e anche sui giornali partigiani dell’opera.
I fantasmi dell'alta velocità europea Esce oggi in libreria “Binario morto”, viaggio nell’Alta velocità che non c’è sul fantomatico corridoio 5 Lisbona-Kiev. Ne anticipiamo un capitolo. Le cifre portoghesi offrono una chiave per leggere uno dei temi più importanti del dibattito sull’Alta velocità e sui grandi corridoi infrastrutturali europee. Perché il dibattito sulle grandi opere viarie, a Bruxelles come in Italia, è sempre condizionato dall’eco di grandi previsioni disattese e di altrettanto grandi promesse a lunga scadenza: opere che andranno in esercizio fra il 2030 e il 2050, co-sti abbattuti nell’arco di decenni, rientri economici – spesso mirabolanti – previsti ben oltre la metà del secolo appena iniziato. Di che cosa ci parla, allora, il Portogallo?
...sgombriamo subito il campo da equivoci: non si tratta di operai del cantiere valsusino ma di operai del cantiere di Reggio Emilia. REGGIO EMILIA – Natale senza lo stipendio e niente tredicesima. Quindici lavoratori impegnati nel cantiere Tav a Mancasale di Reggio Emilia, dove sta sorgendo la stazione Mediopadana, si ritrovano senza da paga da tre mesi e ora scatta la protesta. Le subappaltatrici sono in ginocchio a causa del rimpallo di responsabilità tra Cimolai e Rfi e gli stipendi non arrivano.
Profumo: un ateneo su due rischia il default da il sole 24 ore: Allarme rosso per più di metà delle università italiane, a rischio default se nella legge di stabilità in discussione in Senato non si troveranno 400 milioni. L'allarme lo lancia il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo.
Italia e Francia hanno dato per scontati i finanziamenti europei, ma titola oggi la STAMPA
"L’Ue gela Roma e Parigi: «I soldi? Servono 27 sì». La proposta dovrà anche essere vagliata delle autorità incaricate della sicurezza nazionale"
Oggi repubblica ci allieta con un'altra notizia che non c'è: Ltf chiede la benedizione della galleria che non c'è e Don Giglioli correttamente la rifiuta; Santa Barbara poi è patrona di parecchie altre categorie (posto che ci siano dei veri minatori nel fortino della Maddalena) e dunque perchè dire messa per pochi e non per tutti in chiesa? Peraltro non si ricordano messe per santa Barbara nel cantiere della Pont Ventoux .
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TG Regionale 15 giugno 2008